• Emergo

Riflessioni sul limite

Oggi sono in vena di citare film.

Riflettevo sul senso del limite e mi sono venuti in mente in rapida sequenza Highlander, l'Ultimo Immortale e Gattaca ( lo so, sono strana)

Ho sempre trovato il finale di Highlander davvero poetico: la ricompensa è, fra le altre cose, la mortalità, la possibilità di avere figli e invecchiare.

Vivere per sempre sembrava una prospettiva allettante, invece qui le cose vanno diversamente, del resto chi vuole vivere per sempre? Chi aspetta in eterno?

In Gattaca i due fratelli si misurano in una gara di nuoto e finisce sempre che Vincent, quello con un difetto al cuore, ha la meglio. Come fa? Non risparmia mai le forze per tornare indietro.

Cosa lega questi due film e il concetto di limite?

Il limite è un confine al di sopra o al di sotto del quale si verifica un determinato fenomeno, ma la sua essenza sta proprio nel fatto che delimita ciò che sta da una parte da ciò che sta dall'altra.

Quindi un conto è il limite e un conto è ciò che mi limita o da cui mi faccio limitare. In quest'ottica perfino la morte, il limite ultimo, assume un significato interessante.

Il limite è plastico, flessibile. Si sposta, ci si può giocare.

E' così che si battono i record e si realizzano i sogni: vedo il limite e lo sfido, ma sempre lo onoro e lo rispetto. E' qualcosa di cui prima mi devo rendere conto, non posso pensare di superarlo e basta.

Il limite, per definizione, non si supera ma io posso superare una visione limitante del limite.



20 visualizzazioni0 commenti